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    L’integrazione tra protezioni e il sistema IN

    Di DemoneRosso | 28 gennaio 2021 | 1 min

    Dal 1972 Dainese lavora per portare sempre maggiore sicurezza nel motociclismo e negli sport dinamici. Nel corso degli studi si capì che ogni elemento indossato dal pilota può offrire protezione superiore se progettato per lavorare in sinergia con le altre parti. Gli studi in galleria del vento per raccordare casco e gobba ne sono solo l’esempio più lampante.  

    Dainese, nello sviluppo del suo sistema di protezione completo, ha dedicato alla zona del piede e della caviglia attenzione pari a tutto il resto del corpo. Nel 1997 presentò, per prima, uno stivale da vestire all’interno della tuta. Una soluzione fino ad allora mai vista né pensata da altri. 

    Ma perché complicare le cose e stravolgere il concetto di stivale? Non per una questione di pura estetica, questo è certo. Lo stivale è stato oggetto di studio per lunghi anni e il suo concentrato di tecnologia non è secondo a nessun altro componente dell’abbigliamento di un pilota. I benefici della soluzione IN di Dainese non sono scontati né banali, ma rientrano nell’ottica di ricerca della perfezione, della miglior protezione e performance che si possano offrire al corpo umano. 

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    Sicurezza passiva e attiva 

    La differenza tra sicurezza attiva e passiva è un concetto spesso trascurato ma fondamentale. Un protettore tradizionale fornisce solamente sicurezza passiva, ovvero ripara dagli impatti. Ma non impedisce in alcun modo che tali impatti avvenganoLa capacità di mettere un pilota nelle condizioni di evitare o limitare un trauma è quella che chiamiamo sicurezza attiva. Naturalmente, quest’ultima è la più ardua da ottenere. Dainese, per raggiungere questo difficile obiettivo, lavora su alcuni aspetti fondamentali: ergonomia, leggerezza e libertà di movimento.

    Nel sistema integrato Dainese la tuta e lo stivale sono assicurati tra loro attraverso ampie zone di velcro che mantengono salda l’unione tra i due capi. La solidità dell’ancoraggio dà all’articolazione una sicurezza e una solidità che non può essere raggiunta con uno stivale esterno. L’integrazione tra lo stivale, con il suo Axial Distortion Control System, e la tuta limita la torsione della cavigliapermette una precisione insuperabile nella guida. Tuta e stivale sono disegnati e sviluppati per essere un tutt’uno, in modo da fornire al pilota una protezione superiore rispetto a quella di sistemi tradizionali.  

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    Uno stivale che evita gli incidenti 

    Come detto, la sicurezza attiva è la più difficile da ottenere. Ideare una soluzione che prevenga dolorosi inconvenienti richiede una spiccata propensione all’innovazione, oltre alla capacità di vedere oltre i confini della contingenzaEd è proprio con questo obiettivo in mente che la soluzione IN e tutto il sistema di protezione Dainese ha preso vita. 

    La maggioranza degli stivali in commercio punta molto su di un’estetica accattivante, con colori fluo e grossi loghi in bella vista. Lo stile può essere giudicato in maniera soggettiva, ma quel che è certo è che uno stivale esterno offre numerosi punti d’appiglio per oggetti o parti della moto che potrebbero colpirlo. Ganci, zip, appendici varie: tutti componenti sporgenti dalla silhouette dello stivale stesso. Tutti componenti che non vorremmo mai che si impigliassero da qualche parte. 

    Uno degli obiettivi di Dainese con l’integrazione tra tuta e stivale, è limitare al massimo questi rischi. Avere la tuta che copre lo stivale elimina del tutto l’eventualità che questo si apra durante la guida, indipendentemente dal verificarsi di una caduta. L’assenza di ganci e zip espostesi traduce poi in bassissime probabilità di ritrovarsi appigliati involontariamente a corpi esterni, come la propria moto o la moto di altri piloti. Il sistema integrato Dainese è disegnato per evitare al massimo il verificarsi di eventi spiacevoli di questo tipo. 

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    Come ridurre i traumi? Riducendo la velocità degli impatti

    Già a fine anni ‘90 Dainese lavorò per realizzare uno stivale capace di ridurre significativamente gli infortuni ai piedi e alle caviglie. Lo sviluppo fu portato avanti, tra gli altri, da Olivier Jacque, pilota campione del mondo della classe 250 nel 2000. Il francese soffriva spesso di problemi alle caviglie e fu tra i primi a sentire il bisogno di maggiore supporto in questa zona. 

    L’integrazione tuta-stivale permette di ottenere un insieme più leggero e affusolatoE il peso di uno stivale è un dettaglio che conta ben più di quanto si potrebbe pensare. Con lo sviluppo dello stivale IN, Dainese realizzò e portò allo stato dell’arte una calzatura leggerissima: avere poco peso alle estremità permette di contenere la forza centrifuga che i piedi acquistano durante una caduta, in particolare durante gli high side, quando il pilota viene sbalzato dalla moto e compie una parabola in aria. E meno forza centrifuga significa meno velocità, quindi impatti meno violenti contro il terreno, con tutti i benefici che ne derivano. Non bastasse tutto ciò, la leggerezza conduce a minore affaticamento

    «Sembra di avere ai piedi un paio di scarpe da ginnastica»

    Valentino Rossi

     

    Ecco che il minor peso alle estremità, nei piedi come nelle mani, assume un’importanza cruciale per evitare danni maggiori.  

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    Ecco la massima performance 

    La parte inferiore della gamba più snella garantisce un guadagno in termini di aerodinamica, in quanto rientra più facilmente nell’ingombro della carena della moto. La cura del dettaglio negli stivali Dainese ha portato poi a spostare la cerniera di chiusura nella zona posteriore. Questa soluzione permette di ottenere un lato interno perfettamente regolare, per un contatto con la moto ottimale, a tutto beneficio del feeling e della guida. 

     

    Il sistema d’integrazione tra tuta e stivale è una soluzione innovativa introdotta da Dainese ormai più di 20 anni fa. Questa unione tra due parti dell’equipaggiamento di un pilota è uno degli esempi più chiari della sinergia richiesta nella progettazione di un sistema di protezione completo. Non si tratta di capi da accostare semplicemente, si tratta di elementi che danno il meglio se integrati tra loro. Solo così è possibile dar vita, per l’appunto, ad un sistema di sicurezza integrato, che vale più della somma delle singole parti. 

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