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    Lo sviluppo di placche in titanio e alluminio per proteggere dal rotolamento

    Di DemoneRosso | 09 febbraio 2021 | 1 min

    È l’ultimo giro del Gran Premio, il duello tra i due di testa è infuocato e tutti gli spettatori osservano in religioso silenzio. A un paio di curve dal termine il pilota di testa scivola via e l’avversario va a vincere in solitaria.  

    Capita spesso di assistere ad un GP in televisione e di trattenere il fiato quando un pilota cade. A volte lo vediamo scivolare ad alta velocità per decine di metri e preghiamo che non accada nulla di male. La scivolata passa dall’asfalto all’erba e poi alla ghiaia, la velocità cala, il pilota si ferma, controlla di essere tutto intero e nel migliore dei casi se ne va con le proprie gambe.  

    Se oggi buona parte delle cadute non causa particolari guai fisici ai piloti, è grazie ai decenni di ricerca che hanno portato l’equipaggiamento tecnico ad un livello di eccellenza, inimmaginabile fino solo a qualche tempo fa. Oltre al paraschiena all’airbag , ci sono dettagli delle tute in pelle che possono passare inosservati, ma fanno davvero la differenza in caso di necessità. 

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    Scivolare per proteggersi 

    Durante una caduta, il ruolo di assorbimento degli impatti è in capo al sistema airbag e alle protezioni composite nascoste nella tuta, su spalle, gomiti, petto e schiena. Ma dopo aver attutito i primi colpi, il mestiere delle protezioni non è terminato.  A questo punto si rende necessario il dissipamento dell’energia residua data dalla velocità. 

    Supportare lo scivolamento è il metodo più efficace per prevenire lesioni ulteriori. Ebbene sì, lo scivolamento è una forma di protezione, in quanto è un modo dolce di dissipare l’energia di una caduta. Lo scivolamento è l’opposto del rotolamento il peggiore degli eventi che possono comunemente verificarsi durante una caduta, in quanto può causare ulteriori impatti e torsioni dannose per arti e articolazioni. 

    Il rotolamento è, in molti casi, causato da un materiale che, non resistendo adeguatamente all’abrasione contro l’asfalto, crea attrito e si impunta su quest’ultimo. La soluzione al problema consiste nell’impiego, nei punti strategici, di materiali che non si deteriorino con le elevate temperature prodotte dalla frizione contro l’asfalto. 

     

     

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    Metallo, non plastica 

    La plastica è un materiale che, combinato con strati di gomma piuma, offre ottime capacità di assorbimento degli urti. È questo infatti il materiale impiegato nelle protezioni incorporate in tutte le tute da pista Dainese, nelle giacche e nei pantaloni per uso stradale di alta gamma. Non è però il materiale migliore da usare sul lato esterno dei capi. 

    Il motivo è semplice: la plastica non è in grado di sopportare lo sfregamento contro l’asfalto ad alte velocità senza deteriorarsi. Le alte temperature che si generano portano allo scioglimento un protettore in plastica, che non è quindi più in grado di svolgere il suo ruolo con le stesse capacità inizialiLa plastica è un materiale che esercita un grande attrito contro l’asfalto, ed è quindi il potenziale innesco di un pericoloso rotolamento e di potenziali torsioni. 

    Posizionare delle placche in metallo all’esterno della tuta, in alcuni punti particolari, permette di scongiurare questa eventualità. Il metallo non teme il calore e presenta caratteristiche di resistenza all’abrasione superiori. È quindi capace di supportare e favorire lo scivolamento in maniera ottimale.  

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    Dainese impiega sulle sue tute e giacche di alta gamma placche in metallo su spalle, gomiti e ginocchia, sagomate per coprire una zona ampia, senza interferire con i movimenti delle articolazioni né appesantendo in alcun modo il capo. A questo scopo, i materiali usati sono dei più pregiati, come alluminio e titanio, capaci di resistere a sollecitazioni estreme e di favorire ergonomia e performance. 

    Le placche in metallo possono fare la differenza anche grazie alle loro capacità di dissipazione della forza di un impatto. L’assorbimento dello stesso è demandato come detto alle protezioni composite in plastica, ma un scudo di metallo si rivela estremamente efficace per distribuire la forza di un urto su una zona più ampia. 

     

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    La tecnologia Dainese delle placche in metallo è stata sviluppata in ormai quasi due decenni, mettendola alla prova nelle corse dall’inizio degli anni 2000. Dalle tute dei piloti, come sempre la tecnologia si è riversata a cascata sui prodotti di serie, arrivando su capi da pista e da strada, come le giacche in tessuto più sportive. Titanio e alluminio non sono materiali comunemente usati nell’abbigliamento motociclistico, ma quando si ricerca la perfezione, i dettagli fanno sempre la differenza.  

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