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    I consigli di Dainese: cosa sapere prima di acquistare un nuovo casco per sciare

    Di DemoneRosso | 02 dicembre 2021 | 1 min

    Contenuti dell'articolo

    Con l’avanzare della tecnologia nascono soluzioni sempre nuove, e con esse nuove possibili scelte nella gamma dei caschi da sci
    Il materiale della calotta è una delle caratteristiche principali dei caschi: esistono modelli in carbonio, fibre composite, ABS e policarbonato
    Il sistema di chiusura può essere micrometrico, il più avanzato e rapido da allacciare, o con la tradizionale fibbia ITW
    La calzata del casco può essere fissa come nei modelli più racing, oppure regolabile tramite rotore nei caschi più versatili
    La ventilazione è un elemento determinante per il comfort, non solo nelle giornate più calde e di pieno sole
    La realizzazione degli interni in materiali avanzati e traspiranti è utile per allontanare il sudore dalla testa

    Il casco è il primo e più fedele compagno di ogni sciatore, sia per l’atleta delle Olimpiadi che per l’appassionato. Con lo sviluppo di sempre nuove tecnologie, si amplia anche lo spettro di possibili opzioni in termini di gamma di caschi da sci, la scelta è quindi sempre più complessa. 

    Ma cosa va davvero tenuto in considerazione quando si sceglie il nuovo casco? Quali sono gli aspetti differenzianti tra un prodotto da gara e uno più versatile utilizzabile in ogni contesto? Scopriamo assieme tutti gli elementi da analizzare con attenzione quando ci si orienta nel mondo dei caschi da sci. 

     

    Che materiale scelgo? 

    Prima e fondamentale caratteristica che ci permette di definire la destinazione d’uso di un casco da sci è il materiale della calotta. Questa può essere in fibra di carbonio, fibre composite, policarbonato o con l’integrazione di un anello solido in ABS che circonda la testa dello sciatore. 

    I modelli con calotte in fibra sono quelli votati ad uso più racing, portati in gara dagli atleti. Sono progettati per resistere alle sollecitazioni più importanti che si possano verificare in pista e per portare la performance ai massimi livelli. La fibra in carbonio, in particolare, è un materiale dall’elevata resistenza meccanica, capacità che permettere di sopportare grandi sforzi senza arrivare a rottura. Con la fibra di carbonio si possono ottenere livelli eccellenti di sicurezza con spessori ridotti, il peso è quindi molto contenuto. 

    Le peculiarità delle fibre composite sono simili a quelle del carbonio, ma gli spessori richiesti nella progettazione della calotta sono leggermente superiori, il casco sarà quindi di poco più pesante, pur sempre rimanendo nella gamma dei caschi ultra-performanti da gara.  

    I modelli più versatili, disegnati per un utilizzo sulle piste a 360°, presentano calotte in policarbonato, un materiale plastico che ha il pregio della facilità di lavorazione, per un prodotto finito dalla realizzazione significativamente più semplice rispetto quelli in fibra. I caschi di questo tipo più moderni integrano una struttura ad anello in ABS, termoplastica ad alta resistenza, che protegge la testa nei punti più esposti. Il resto della calotta rimane invece composta di solo policarbonato, in modo da raggiungere l’equilibrio perfetto tra protezione e leggerezza. 

     

    Il sistema di chiusura del casco da sci: cosa scegliere? 

    I sistemi di allacciamento dei caschi da sci sono di due tipi. I modelli più moderni e avanzati, tra cui quelli racing, presentano la chiusura micrometrica, una linguetta tacchettata che si inserisce a scorrimento nel meccanismo di chiusura. È molto pratica da azionare anche con i guanti indossati e per rilasciarla è sufficiente tirare la levetta presente sul meccanismo stesso. 

    La chiusura più semplice è quella con fibbia, anch’essa resistente, pratica e facile da agganciare e sganciare anche indossando i guanti. 

     

    La regolazione del casco per un fit perfetto 

    La precisione di calzata è un aspetto fondamentale per il comfort e la sicurezza. Per questo i modelli più moderni e versatili presentano sistemi di regolazione del fit che permettono di personalizzare millimetricamente la vestibilità del casco. Queste regolazioni sono facilmente azionabili con un rotore posto nella zona della nuca. Si tratta di un procedimento istantaneo, da svolgersi anche con i guanti e a casco già indossato, per indovinare la giusta ampiezza della circonferenza già al primo tentativo. 

    I modelli racing, focalizzati meno sul comfort e più sulle prestazioni, sono tradizionalmente più essenziali nel tentativo di risparmiare ogni possibile grammo di peso, per tal motivo non presentano regolazioni di questo tipo. La scelta della taglia corretta, in questo caso, assume ancora più importanza. È quindi vivamente consigliato provare il casco prima di procedere all’acquisto. 

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    Il sistema di ventilazione del casco da sci 

    La corretta ventilazione, soprattutto nelle giornate di sole, quando il termometro sale di parecchi gradi sopra lo zero, è un fattore determinante per la comodità e, in ultima istanza, per la sicurezza. La progettazione di canali di aerazione funzionali non è quindi un vezzo o un lusso. Mantenere la testa sempre fresca al punto giusto, aiuta a mantenere la concentrazione al massimo ed evita le distrazioni dovute ad una mancanza di comfort. 

    I caschi più versatili, progettati per utilizzo prolungato, presentano sistemi di ventilazione particolarmente avanzati composti da prese d’aria sul fronte della calotta, condotti interni e sfoghi posteriori. L’aria che accede frontalmente viene canalizzata in un’intercapedine che passa sopra la testa, e porta verso l’esterno, tramite le aperture posteriori, l’umidità e il calore in eccesso. 

    È importante inoltre che le prese d’aria e tutto il sistema di ventilazione interno sia disegnato e strutturato in modo tale da non far arrivare neve e acqua a contatto con la testa, nemmeno quando ci si trova a sciare nelle condizioni atmosferiche più difficili.  

    I modelli più sportivi tendenzialmente sfuggono a questa logica per il fatto che, nascendo dalle gare, sono progettati per run brevi ed ad alta intensità, più che per lunghe giornate sulle piste. Rimanere freschi è comunque un elemento fondamentale, ma le calotte, qui in fibre composite, sono solitamente più votate all’aerodinamicità e le aperture sono presenti in numero inferiore. 

     

    Come devono essere gli interni del casco da sci 

    L’attenzione posta nella realizzazione degli interni è anch’essa elemento non solo di comfort, ma allo stesso tempo di protezione. Indossare un casco che anche dopo ore non crei il minimo fastidio, è un aiuto importante alla concentrazione, da cui deriva direttamente la sicurezza dello sciatore. Per questo gli interni dei caschi devono presentare materiali altamente traspiranti, capaci di allontanare efficacemente il sudore dalla testa dello sciatore. Le imbottiture devono poi essere foderate con tessuti anti-batterici e anti-odore. 

    Dalla bontà degli interni deriva anche l’ergonomia del casco. Imbottiture termoformate migliorano ulteriormente il comfort e permettono una superiore precisione di calzata, per un fit perfetto anche nel pieno dell’azione. 

     

    Sicurezza in ogni dettaglio: Cos’è il MIPS? 

    MIPS - Multi-directional Impact Protection System è da una decina d’anni il sistema per eccellenza per la protezione dagli impatti obliqui. Questo tipo di impatti portano alle accelerazioni rotazionali della testa, secondo i più recenti studi di settore fra le principali cause di gravi danni cerebrali. Gli urti obliqui, o angolari, sono quelli che si verificano più frequentemente nella vita reale, è infatti raro che un impatto avvenga in direzione perfettamente perpendicolare rispetto la superficie che lo attutisce. 

    Il funzionamento dell’inserto MIPS è molto semplice: questo mira a far ruotare la testa all’interno del casco, favorendo lo scivolamento rispetto alla calotta esterna grazie ad un inserto scorrevole. È proprio questo scorrimento a dissipare parte della forza dell’urto, in tal modo l’intensità complessiva dell’impatto trasmessa alla testa si riduce drasticamente. 

    I caschi che integrano questa soluzione, che aumenta la sicurezza della protezione, sono immediatamente distinguibili per il colore giallo dell’inserto, identificabile rapidamente osservando l’interno del casco. 

     

    Le omologazioni dei caschi da sci 

    Nel momento dell’acquisto di un nuovo casco è bene prestare attenzione anche alle omologazioni dello stesso, che ne garantiscono il livello protettivo. Le certificazioni differiscono di paese in paese, in base alle normative e agli standard di sicurezza determinati dalle varie legislazioni.  

    Tra gli standard omologativi più diffusi c’è l’europeo CE EN 1077, Type A oppure Type B, in cui A indica una superficie completa di copertura mentre B non include le orecchie e permette maggiore ventilazione. Esistono poi l’americana ASTM (American Society of Testing Materials) F-2040 e, richiesto solamente per l’uso in gara, FIS RH 2013. 

    La presenza di queste omologazioni, garantisce che il casco acquistato soddisfi degli ottimi requisiti di sicurezza, certificandone l’alto grado protettivo. 

     

    Che si cerchi un modello orientato alla performance o un casco più versatile, per trascorrere intere giornate sulle piste, è fondamentale orientarsi con criterio nella sempre più vasta proposta di caschi da sci. Dal carbonio alle fibre composite, dal policarbonato all’ABS, poi i vari sistemi di allacciatura, i canali di ventilazione, le omologazioni e molto altro ancora: gli elementi da considerare sono davvero tanti. Con l’avanzare delle tecnologie si amplia sempre più il ventaglio delle possibili scelte, è quindi consigliato documentarsi per poter effettuare una scelta consapevole.  

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