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    Come vestirsi per essere pronti ai cambi climatici in alta montagna

    Di DemoneRosso | 01 giugno 2022 | 1 min

    Sciare d’estate in ghiacciaio è roba per veri appassionati, per chi davvero non può rinunciare alla neve nemmeno nei mesi più caldi dell’anno. Ma per tutti c’è una prima volta, e il dubbio su come sia giusto equipaggiarsi è più che lecito. D’altro canto, si sa che il meteo in alta montagna può variare repentinamente. Un cielo terso può diventare scuro e minaccioso da un momento all’altro. Farà caldo? Farà freddo? Una previsione al cento percento attendibile è sempre difficile da avere, bisogna quindi essere pronti a tutto. 

     

    Vestirsi a strati

    Il classico consiglio di vestirsi a strati, o a cipolla, è più valido che mai. Dovendo potenzialmente far fronte a sole, ghiaccio, vento e acqua, bisogna poter modulare gli strati in base ai capricci del meteo. L’abbigliamento a strati permette rapidamente di rimuovere uno o più capi per far fronte al caldo, così come aver nello zaino qualcosa da aggiungere nel caso la temperatura dovesse scendere più del previsto.

     

    Il guscio

    Lo strato più esterno è il cosiddetto guscio, o shell all’inglese. Si tratta di un capo impermeabile e antivento, è quello che più ci protegge dagli elementi come, appunto, acqua, neve e vento. La qualità dei materiali impiegati e della costruzione qui è fondamentale per permetterci di rimanere in perfetto comfort per tutta la giornata, divertendoci senza dover pensare ad altro.

    I capi migliori in commercio sono quelli con membrana laminata, ovvero direttamente accoppiata al tessuto. Questa soluzione garantisce le migliori performance sia in fatto di impermeabilità, sia in fatto di traspirazione. Proprio la traspirazione, spesso messa in secondo piano rispetto l’impermeabilità, è in realtà altrettanto importante. Una membrana capace di far passare l’umidità dall’interno verso l’esterno è di fondamentale importanza per non ritrovarsi bagnati, ma a causa del sudore. In riferimento alla resistenza all’acqua, è utile una piccola precisazione sulla colonna d’acqua, di cui sempre si sente parlare. 

    L’indicazione sulla colonna d’acqua deriva da un test effettuato in laboratorio in cui un tubo di 2,5 cm di diametro è posizionato su un pezzo della membrana in questione. L’acqua viene versata nel tubo e si misura la quantità che questa può raggiungere prima che la pressione sul materiale diventi tale da far penetrare l’acqua attraverso il materiale stesso. Un valore di 20.000 mm, ad esempio, significa che la colonna d’acqua sarà virtualmente alta 20 metri affinché la pressione sia tale da far penetrare l’acqua attraverso la membrana. Il risultato, in questo caso, è un capo con ottime performance di impermeabilità, capace di non far passare l’acqua nemmeno sotto pioggia battente per un periodo prolungato. 

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    Altro accorgimento fondamentale è la nastratura delle cuciture. Esistono capi economici realizzati con membrane dalle discrete proprietà idrorepellenti, che però lasciano passare l’acqua dalle cuciture. È chiaro che la seppure buona performance della membrana è totalmente vanificata dalla mancata impermeabilizzazione delle cuciture, data dalla nastratura. Prestate quindi attenzione a questo dettaglio. 

     

    Anche il cappuccio del guscio può a volte rivelarsi decisivo. In caso di pioggia battente, indossare il cappuccio sopra al casco può salvarci da una doccia indesiderata, in quanto impedisce all’acqua di colare dal bordo del casco e insinuarsi dentro al collo della giacca. 

     

     

    Lo strato intermedio 

     

    L’imbottitura che scegliamo di usare sotto al guscio è probabilmente il primo capo che andremo a togliere quando la temperatura si alza e il primo che andremo ad aggiungere quando questa si abbassa. La piuma naturale, seppur nobile e molto calda, presenta alcuni lati negativi. Il tempo di asciugatura è lungo, se rimane umida rischia di emettere cattivi odori, il lavaggio non è agevole e richiede numerosi accorgimenti. Le più moderne imbottiture sintetiche eliminano questi svantaggi, donando lo stesso livello di isolamento dall’esterno, ma con maggiori comfort e praticità

     

     

    A contatto con la pelle 

     

    L’intimo ha importanza pari agli altri strati che indosseremo. Deve essere vestito come primo strato, quindi a contatto con la pelle, per permettergli di mettere a frutto le sue qualità. Deve essere realizzato in materiale tecnico, capace di assorbire sudore e umidità e allontanarla il più possibile dal nostro corpo, per evitare la fastidiosa sensazione di maglietta bagnata. Fidiamoci delle nuove tecnologie: un completo intimo di qualità sarà sempre molto più performante di una maglia in cotone “vecchia scuola”, per un comfort superiore in tutte le situazioni. 

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    Ultimi, ma non per importanza

    Il busto, tuttavia, non è l’unica parte del corpo cui prestare attenzione. Le mani, ad esempio, possono raffreddarsi in fretta se non coperte adeguatamente, soprattutto se fino a poco prima la temperatura era alta e l’imbottitura dei guanti è zuppa di sudore. Per questo è utile, se si dispone di uno zaino, portarne con sé due paia, uno più leggero da usare con clima caldo, uno più pesante da indossare quando il meteo peggiora. 

     

    Allo stesso modo, indossare un paio di pantaloni capaci di adattarsi ai cambiamenti di temperatura è un grande aiuto. I modelli di alta gamma presentano ampie prese d’aria che possono mantenerci freschi durante le giornate più calde. Basta poi chiudere le zip per riportare il capo alla sua configurazione di perfetto isolamento. Altri modelli, più sofisticati, presentano una costruzione modulare in cui è possibile rimuovere l’imbottitura interna. 

     

     

    Quando la passione è inarrestabile, bastano alcuni accorgimenti per dare il massimo in tutte le condizioni, anche le più difficili. Curando il proprio equipaggiamento tecnico e la propria preparazione fisica, ogni periodo dell’anno è buono per divertirci sugli sci, anche in un ambiente potenzialmente inospitale come quello d’alta montagna. 

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