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    A cosa serve, dove nasce e come è fatto il parafango per la MTB

    di DemoneRosso | 08 aprile 2020
    #Innovation #Performance

    Uno dei modi più intuitivi per migliorare la propria performance, in ogni sport, è sicuramente quello di osservare i grandi campioni, lasciarsi ispirare e cercare di replicare i loro movimenti, la loro preparazione, le loro scelte tecniche. Non è solo una questione di emulazione: tantissime soluzioni che sono oggi di uso comune fra tutti gli sportivi e appassionati hanno debuttato, anche come chicche artigianali, sulle bici della Coppa del Mondo, spesso ideate dai meccanici che lavorano per mettere a disposizione del proprio rider il miglior mezzo possibile.  

    Un facile esempio? Il parafango sulla ruota anteriore. Una decina d’anni fa era una rarità sui sentieri, oggi è insolito incontrare un rider che non ne faccia uso. Eppure il fango è sempre esistito.  

    Il parafango ha una duplice funzione: protegge il viso dagli schizzi di fango e acqua, aiuta a preservare gli steli ed i para polvere tenendoli alla larga dallo sporco, allungandone la vita.  

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    Semplice e funzionale 

    La versione più economica e diffusa è quella in plastica a forma di palettaEsistono tantissimi produttori e un’infinità grafiche. Questo tipo di parafango ha iniziato a diffondersi sulle bici degli appassionati dopo essere stato avvistato per la prima volta nel 2012. Per la precisione in occasione della terza prova di Coppa del Mondo, in una fangosa gara a Fort William, Scozia.   

    La sua forza è la semplicità. Con pochi euro è possibile aggiungere alla bici un dettaglio che può fare la differenza quando le condizioni di guida diventano difficili. Il montaggio richiede davvero pochi istanti: quattro fascette, due attorno ai foderi, due attorno all'arco della forcella e il gioco è fatto. La sua leggerezza e l’ingombro trascurabile lo rendono un accessorio permanente: non si sente il bisogno di rimuoverlo quando si gira sull'asciutto.  

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    Want to look like a pro? 

    Ci sono alternative più raffinate e costose, in carbonio e di forma più avvolgente, che proteggono meglio e danno un look factory alla bici. Questa tipologia di parafango ha iniziato a diffondersi nelle gare in tempi più recenti ed è molto apprezzatsoprattutto quando il fango rende le condizioni di gara davvero estreme. È raro vederli nel corso di una competizione quando il terreno è asciutto.  

     

    Prendersi cura della propria bici e migliorarla in ogni dettaglio è un piacere più che un impegno. E se avete da poco portato a casa un nuovo mezzo, che sia un usato o l’ultimo model year, il parafango è uno dei primi accessori che ci si può procurare con una spesa contenuta. Inoltre, può essere sfruttato come spazio ulteriore per la personalizzazione. É il posto perfetto per quell'adesivo che fa la differenza. 

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