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    Dal guanto in pelle alla fibra di carbonio

    Di DemoneRosso | 28 gennaio 2021 | 1 min

    Contenuti dell'articolo

    La mano è una delle più importanti parti del corpo di un motociclista
    Attraverso le mani passano tutte le informazioni che vogliamo trasmettere ai comandi della moto
    Negli anni 90 l’unico capo non ancora protagonista di una grande evoluzione è il guanto
    Con Biaggi nel ‘95 debutta il guanto con placche in carbonio
    Il guanto si evolve e negli anni 2000 arrivano protezioni in titanio
    Oggi un guanto da corsa conta oltre 80 parti tra pelle, carbonio, plastica, titanio e altro ancora

     

    La mano destra è quella che accelera. Con la sinistra si tira la leva della frizione, per salire di marcia e andare più veloce. Gli impulsi nervosi partono dal cervello, corrono lungo le braccia e attraverso le dita arrivano come input ai comandi della moto. Le mani, così importanti, così esposte e apparentemente difficili da proteggere.

    Sono gli anni 90, l’equipaggiamento dei piloti è in rapida evoluzione. Arrivano paraschiena sempre più leggeri ed efficaci, le protezioni delle tute sono sempre più comode e meglio integrate. I caschi integrali sono ormai ad un buon livello. Di protezioni per le mani però ancora non se ne vedono. I guanti sono imbottiti, sì, ma nessuno ha ancora pensato di implementare dei protettori rigidi.

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    La rivoluzione arriva nel 1995. Il guanto è il primo pezzo d’equipaggiamento a ospitare placche composite in fibra aramidica e di carbonio. Le placche proteggono inizialmente il dorso e le nocche e sono disegnate sulle mani del campione del mondo della 250, Max Biaggi.

    Il romano è il primo a portare in gara i futuristici guanti Dainese in pelle e carbonio, che verranno ben presto adottati da molti suoi avversari. Le nuove protezioni sono in grado di fare una grande differenza in quanto a resistenza agli impatti e all’abrasione. Grazie ai feedback di Biaggi e colleghi la superficie in fibra di carbonio si estende poi a ulna e falangi. I guanti diventano sempre più protettivi, pur senza limitare i movimenti delle mani.

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    Negli anni 2000 il guanto diventa un sistema di protezione ancor più avanzato, che oltre alla fibra di carbonio implementa anche placche in titanio. Il metallo favorisce lo scivolamento e aumenta la resistenza all’abrasione.  Anche le cuciture diventano una riserva di tecnologia e sono realizzate in fibra aramidica, capace di resistere al calore causato dallo sfregamento contro l’asfalto.

    Oggi i guanti dei piloti sono composti da oltre 80 parti. Pelle, plastica, carbonio, titanio sono i materiali che danno vita ad un capo ad altissima complessità, in grado di far incontrare esigenze agli antipodi come protezione e libertà di movimento.

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