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    Alla scoperta del tour BMW nel paradiso tropicale della Costa Rica. Dieci giorni di pura vida: alloggi da sogno, ottimo cibo e il groove delle Big Boxer in sella alla R 18. Tuanis!*

    Di Ralf Bielefeldt | 30 dicembre 2022 | 1 min
    Moto: BMW R 18
    Chilometraggio: 760 km
    Difficoltà: da facile a medio
    Durata: 4 giorni
    Periodo dell'anno: marzo; fattibile tutto l’anno, preferibilmente tra dicembre e aprile
    Meteo: da soleggiato a umido, con possibili acquazzoni
    Temperature: 20 - 35°C
    Equipaggiamento essenziale: due paia di guanti leggeri (uno impermeabile), giacca in mesh, jeans protettivi, stivali alti alla caviglia impermeabili o sneakers alte con protezioni, equipaggiamento antipioggia. Completo giacca-pantalone o tuta impermeabile
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    Ralf Bielefeldt

    L'autore

    Persone, viaggi, motociclette: per chiunque condivida queste tre passioni essere un autore freelance è come bussare alle porte del paradiso. Classe 1966, dal 2012 viaggio per il mondo come redattore motociclistico. Da un lato per le presentazioni di nuove moto. E dall’altro, ogni volta che è possibile, per viaggi su strada e tour avventurosi. I miei articoli vengono pubblicati su riviste specializzate come “Motorrad und Reisen”, “Road Trip” e “Fuel”, oltre che su portali web come spiegel.de. L’indispensabile per me sulla strada è il giusto abbigliamento. Altrimenti, anche il tour in moto più bello del mondo si trasforma in breve tempo in un fiasco.  

     

    * In slang costaricano significa magnifico, grandioso, straordinario 

     

    Palme, onde da surf, spiagge bianche. Rum, ananas, vulcani. Sono tante le immagini che vengono in mente quando si pensa alla Costa Rica, ma tra queste non compare probabilmente il motociclismo. BMW Motorrad vuole cambiare questa prospettiva con l’avventura motociclistica “The Great Getaway Costa Rica”. Un viaggio “da fare almeno una volta nella vita” nel senso migliore del termine, evadere dalla quotidianità per immergersi nei colori e nella vitalità dell’America Latina. Pacifico a ovest, Caraibi a est: ecco perché Costa Rica significa “costa ricca”. Per molti, lo stato tropicale incastonato tra Nicaragua – a nord – e Panama – a sud – rappresenta uno dei Paesi più belli al mondo e dal mood più rilassato in assoluto.  

    “The Great Getaway” nella sua versione per i clienti ha una durata di dieci giorni, compresi arrivo e partenza. Il tour include nove pernottamenti in splendidi hotel, sei giorni di guida in sella a una BMW R 18, due giorni di relax e navigazione sul Pacifico a Las Catalinas e zip line al vulcano Arenal. Tutto all’insegna del motto della Costa Rica: “Pura Vida”, godersi la vita. Sfortunatamente questo divertimento non è economico: quota minima di 6.950 euro a partecipante più il volo per guidare una moto BMW Motorrad in America Latina accompagnati dall’organizzatore Elephant Moto. Ma ne vale la pena. 

     

    Una guida esperta sempre al nostro fianco 

    Arrivare, riposarsi, acclimatarsi, e poi via verso la libertà e la “Boxer Power”. Nel nostro caso per quattro giorni: siamo qui per realizzare una breve anteprima stampa, per sperimentare “The Great Getaway”, in italiano “la grande fuga”, in forma concentrata. Per noi, come per tutti gli altri partecipanti al tour, la routine quotidiana è semplice: seguire sempre la nostra guida esperta. Perdersi è quindi impossibile, così come restare in panne in mezzo al nulla: un meccanico e un veicolo sostitutivo viaggiano discretamente in coda a bordo del furgone di servizio.   

    Si parte e si arriva a San José. 28 gradi verso le nove del mattino, attraversiamo uno scenario mozzafiato di cascate, spiagge orlate di palme e alberi giganti, che si allungano verso il cielo a 40 metri e più, all’interno delle foreste pluviali e nebulose. Un altro mondo, fatto di foglie grandi come lenzuola, affascinante e quasi kitsch in tutto il suo sfarzo di colori. Al mattino e alla sera nel cielo compaiono pennellate di arancione e rosa.  

    Io e la mia R 18, sullo sfondo il mare cristallino della Costa Rica
    Io e la mia R 18, sullo sfondo il mare cristallino della Costa Rica

    In Costa Rica serve essere sempre pronti per gli imprevisti 

    “Expect the unexpected”, annuncia Micho al briefing mattutino. Micho è la nostra guida turistica e uno dei due fondatori di Elephant Moto, la concessionaria cui BMW si appoggia. Aspettatevi l’inaspettato. I camion, ad esempio, che attraversano tranquillamente la strada anche se i veicoli in arrivo hanno la precedenza. Oppure ponti con una sola corsia, con un cartello che, in teoria, stabilisce chi deve procedere per primo, ma che solitamente manca. Da non dimenticare i dissuasori di velocità, a volte segnalati in giallo, a volte no, ma sempre piuttosto alti. Gli spaccaschiena sono presenti dappertutto, all’ingresso, all’uscita e spesso anche nelle città più piccole. Quando va bene è presente il cartello “Reductor”, qualche volta almeno. Nel peggiore dei casi, il veicolo che vi precede frenerà bruscamente. Oppure decollerà. “Meglio andare a passo d’uomo”, consiglia Micho in tono paterno, una raccomandazione che vale sia per il pilota che per il veicolo. Attenzione anche alle buche che sono in agguato su quasi tutte le strade e che in alcuni punti coprono l’intera area come una scacchiera e sono profonde come una piccola piscina. 

     

    Al ritmo della “Pura Vida” lungo l’autostrada costiera 

    Il primo giorno ci aspettano circa 160 chilometri. Siamo suddivisi in due gruppi, uno di ragazzi americani, un altro di europei. Le circonvallazioni della capitale sono trafficatissime. Micho ci apre una corsia di sorpasso, sempre nel mezzo. Superata San José, passiamo accanto a casette di legno, bancarelle di frutta improvvisate e innumerevoli sfasciacarrozze con auto tagliate a metà: qui è usanza costruirne una partendo da due vecchie auto giapponesi. Alla prima pausa a La Casita del Café ci aspetta una grossa tazza di caffè freddo con caramello. Un must per chiunque visiti la Costa Rica.  

    E poi, curve. Finalmente. E pioggia. Non importa, ci rinfresca. Il ritmo della Pura Vida ci porta lungo la Highway 3. Qui una pioggia moderata a marzo è un sollievo, ma nove curve dopo è già finita. In hotel veniamo accolti con un tino pieno di cubetti di ghiaccio e lattine di Imperial, la birra locale. Saludos companeros. La vita reale sembra dissolversi quando si pensa solo a guidare una moto, a passeggiare per ariosi hotel a 5 stelle sotto uno splendido cielo blu, e al mattino chiedersi: ce la farò a fare un tuffo veloce in piscina prima dell’omelette? Oppure meglio subito dopo la degustazione di frutta?  

     

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    La Costa Rica e suoi scenari da Oscar 

    La Costa Rica è un concentrato di tutto il mondo: a volte ricorda le steppe dell’Africa, a cui si alternano le praterie d’America o i prati dell’Austria. E, proprio nel mezzo, la giungla. Foreste pluviali e nebulose, come da spiegazione di Wikipedia. Alberi giganti che si innalzano verso il cielo. Cascate lungo la strada. E spiagge orlate di palme. Paesaggi degni di un Oscar. Il mix di panorami e gusto per la vita è travolgente. Ci fermiamo da Churchill, il chiosco di gelati più cool del Paese. Poi pranziamo su una tratta della Panamericana, riso con fagioli e contorno a scelta, tutto accompagnata da boccali colmi di succo d’ananas. Cucina locale, semplice ma molto gustosa. Proprio come il succo di cocco che sorseggiamo con una cannuccia di paglia ad uno degli incroci successivi.  

    Raggiungiamo Las Catalinas, nella regione a nord-ovest del Paese. In realtà, i partecipanti arriveranno qui solo alla quarta sera del loro “Great Getaway”, dopo un giro all’interno – Turrialba, Trogon Lodge, Quebos – per poi fermarsi per due notti e trascorrere una giornata al mare, a bordo di un catamarano per ammirare i delfini nell’oceano tiepido. A noi non resta che fare un bagno nel Pacifico al tramonto, prima di una cena intorno al fuoco, accompagnata dalla musica di un bardo calvo che suona come il giovane Cat Stevens. Il tutto gustando maialino da latte e per finire Flor de Caña, un rum delicato del Nicaragua.  

     

    Il tour segue un copione perfetto, ci sentiamo dei VIP 

    Partire la mattina dopo è difficile. L’Hotel Santarena è una struttura nuova e pulitissima in stile coloniale. Un enorme ventilatore gira silenziosamente sul soffitto alto quattro metri. Avrei scoperto questo hotel anche da solo? Magari dopo un’intensa ricerca sul web. Come partecipante al Getaway, vengo semplicemente accompagnato e poi indirizzato verso la spiaggia per l’aperitivo al tramonto. Il tour segue un copione perfetto, non c’è nulla da dire. Aggiungiamo poi un trattamento da VIP in incognito all’arrivo (il bagaglio attende in camera) e al check-out (consegna della tessera della camera e via): anche questa è pura vida. 

     

    Al mattino la scena si ripete: scintillanti e ben allineate, le nostre moto First Edition sono pronte ad aspettarci, nere con il serbatoio con le linee decorative in bianco. Una sensazione da “Armageddon”, con i ragazzi armati di casco che camminano risolutamente verso il loro razzo. Il chiacchiericcio dei pappagalli ci accompagna, il personale in livrea ci saluta con compostezza. Che caldo! “Protezione solare?” chiede Christian, al nostro servizio per qualsiasi esigenza. Il nostro colto micro-economista è un vero “Tico”, come si definiscono gli abitanti maschi della Costa Rica. Christian conosce ogni albero e ogni essere vivente, ad ogni fermata distribuisce crema solare e bevande fresche. Neanche il tempo di pensare dove buttare la bottiglia vuota ed eccolo con un sacco della spazzatura, discreto come un maggiordomo. Salviettina umidificata per pulire le mani dopo aver applicato la crema? Ovviamente Christian l’ha pronta a portata di mano. Compreso il sacchetto della spazzatura per buttarla. 

     Tutti scelgono una moto, con o senza borse laterali. A me basta una borsa da serbatoio. Macchina fotografica, fazzoletti per potermi asciugare dagli occhi l’irritante mix di crema solare e sudore. L’outfit ottimale per un motociclista nel caldo soffocante della Costa Rica è una giacca in mesh che lasci scorrere il più possibile l’aria fresca, fresca per modo dire visto che in alcuni giorni il termometro tocca i 37 gradi. Piacevole comunque per chi viaggia con un casco aperto o con un casco classico modulare, preferibilmente con visiera fumé. I guanti estivi leggeri sono indispensabili a queste temperature, così come i pantaloni in denim protettivi e gli stivali da moto leggeri con membrana traspirante.  

    La flotta di R 18
    La flotta di R 18

    Dalla spiaggia più bella alla cascata nascosta: fuoristrada con la R 18 

    Il terzo giorno inizia con una sosta fotografica a Playa Flamingo, probabilmente la più bella spiaggia sul Pacifico della Costa Rica. Idillio di Instagram, ma nessun selfie monster all’orizzonte. Solo noi e alcuni pensionati che affrontano coraggiosamente le piccole onde spumeggianti. Il collega Holger esce dall’acqua e torna gocciolante alla riva. Per il resto della giornata dovrà combattere con la sabbia tra le dita dei piedi. Christian distribuisce crema solare ed energy drink. Ancora qualche foto, poi proseguiamo. Dopo ben 100 chilometri nel caldo torrido parcheggiamo di nuovo: Catarata Llanos del Cortez, una cascata da sogno. Ci si accede solo attraverso una strada sterrata accidentata, estremamente polverosa. Chi riesce guida in piedi. Una breve deviazione off-road per la R 18. È tutta una questione di volontà, la corsa delle sospensioni è un dato sopravvalutato.  

    Come risarcimento per l’avventura senza preavviso, giù alla cascata ci aspettano asciugamani e snack: panini, frutta, banana bread, bibite fresche. Le iguane sgusciano sulle rocce all’ombra. I più temerari attraversano la cascata a nuoto. Un sorvegliante con la divisa rossa da Baywatch li riporta subito all’ordine con il fischietto. Mi concedo un breve pisolino sulla sabbia calda. Voto: 10, ancora una volta. “The Great Getaway” è un’esperienza da vivere a 360°. Lungo la strada, la gente del posto ci accoglie come rock star. Clacson, pollice in su, saluti: ovunque facciamo la nostra comparsa, Peace and Happiness. Ci si sente alla grande come membro di questa troupe: qui non si incontrano spesso persone con motociclette del valore di $ 23.000. Quasi tutte le BMW R 18 immatricolate in Costa Rica sono di Elephant Moto.  

     

    Strada 142: tra i più bei nastri d’asfalto al mondo 

    Ci stiamo avvicinando ad Arenal. Questo è il nome dell’enorme vulcano, del lago artificiale che si trova di fronte e del parco nazionale. La strada per il Lost Iguana Resort, dove dormiremo stanotte, è il momento clou del tour, esclusivamente dedicato alla guida. Curva dopo curva, per chilometri, nel mezzo della giungla, asfalto sottile, grande aderenza. Vale la pena fare questo viaggio solo per questo momento magico. Molti commentano spontaneamente: è una delle tre migliori strade del mondo. La formidabile 142 è nostra. Nostra e di un’orda di nasua, noti anche come coati dal naso bianco. Dal nulla, due dozzine di ragazzini appaiono all’improvviso davanti a noi sulla strada, apparentemente in cerca di qualcosa da mangiare. Mi dispiace ragazzi, purtroppo non abbiamo niente. Strada di nuovo libera. Proseguiamo fino all’hotel e facciamo un tuffo nella piccola piscina bollente di fronte al bar. 

     

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    La notte nell’hotel nella giungla è breve e senza sogni. Al mattino c’è agitazione al momento di mettersi in marcia: manca lo zaino di un partecipante, passaporto compreso. I nasua hanno colpito? Oppure le scimmie urlatrici? La prima notte avevano già messo a soqquadro una stanza: l’impavido collega Adam aveva dormito con la porta del balcone aperta. Allarme rientrato: lo zaino era nella borsa della bagger R 18 su cui viaggia Chris, il nostro secondo lead rider, un accompagnatore cool che ha sempre tutto sotto controllo.  

    Ultimo giorno di viaggio, 170 chilometri finali. Il nostro Getaway si conclude nella sede di Elephant Moto, nel centro di San José, in mezzo al traffico urbano, nel cuore della vita che è così diversa da tutto ciò che vi aspetta sulle strade del Great Getaway. Parcheggiamo allo shop, ultime parole e una birra fredda per salutarci. Chi vuole può farsi fare rapidamente un tatuaggio di ricordo. Gerd, il nostro meccanico dell’assistenza si fa tatuare “Open Roads. Open Minds” sul suo avambraccio. Sotto, il tatuatore ha raffigurato la manopola dell’acceleratore di una R 18 e una mano che la afferra. “Quando volete tornare in Costa Rica, chiamateci”, dice Chris durante il “grande abbraccio” davanti all’autobus che ci porta in hotel. Puoi contarci, amico. 

     

    Equipaggiamento essenziale

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    Casco modulare

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    Airbag D-air®

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    Giacca ventilata

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    Jeans tecnici

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    Guanti in tessuto

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    Guanti impermeabili

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    Scarpe da moto

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    Paraschiena

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