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    Dainese e l’assistenza ai piloti sui circuiti del motomondiale

    Di DemoneRosso | 08 febbraio 2021 | 1 min

    Piloti, team, sponsor tecnici, organizzatori e hospitality. Il clan del paddock della MotoGP conta migliaia di persone che per tutto l’anno si muovono in sintonia, da un angolo all’altro del globo. Una grande famiglia che dà vita ad una piccola città, che prende forma e poi si smaterializza nel giro di pochi giorni, pronta a rinascere presso un altro circuito. 

    Da decenni, anche Dainese ne è cittadina e protagonista con il suo D-mobile. Una vera officina su ruote, per seguire da vicino i piloti e supportarli in tutto e per tutto 

    Ma quanta e che tipo di assistenza serve a un pilota del motomondiale durante un fine settimana di gara? 

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    Diamo i numeri 

    Partiamo con un po’ di numeri: ogni pilota necessita di almeno quattro tute per gara, per scongiurare il rischio di trovarsi a corto d’indumenti nel caso dovesse scivolare nel corso delle prove, ma soprattutto per essere autonomi nel caso di più gare in fine settimana consecutivi. Nel complesso, comunque, ognuno arriva ad utilizzare tra le dieci e dodici tute in una stagione regolare. Va ovviamente considerato che una tuta che non subisce danni viene utilizzata per più di una gara. Dentro al D-mobile Dainese, all’inizio di ogni fine settimana di gara si arrivano a contare in media tra le cinquanta e le sessante tute. 

     

     

    Tute perfette per dare il massimo 

    Le attività svolte all’interno di questo laboratorio sono molteplici e tutte fondamentali per mettere i piloti nelle condizioni di esprimersi al meglio. Dopo ogni sessione in pista le tute appena utilizzate vengono portate al D-mobile, dove il personale Dainese qualificato si occupa di rimetterle in perfetta efficienza per il turno successivo.  

    Il primo passaggio è lo scaricamento dei dati raccolti dalla centralina del sistema airbag D-air®. È un procedimento che viene svolto sempre, indipendentemente dal verificarsi o meno di una caduta. I dati vengono raccolti e inviati al dipartimento di ricerca e sviluppo di Molvena, dove vengono analizzati in cerca di informazioni utili al miglioramento dell’algoritmo di attivazione. Contestualmente allo scarico dati, la batteria del sistema viene ricaricata. 

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    Il passaggio seguente è l’asciugatura, effettuata dentro una cabina apposita che sfrutta getti d’aria calda. È un procedimento estremamente utile sia durante le gare più calde, quando i piloti sudano molto e la tuta arriva a pesare addirittura 1kg più che da asciutta, sia durante i fine settimana piovosi, quando la tuta si bagna per ovvie ragioni. Oltre all’asciugatura viene effettuata l’igienizzazione con prodotti appositi. Tutto per restituire ai piloti lo stesso comfort di una tuta appena tolta dal suo involucro. 

    Un’altra operazione, non eseguita sistematicamente, è quella di sostituzione del sacco airbag in seguito all’attivazioneNon succede molto spesso, perché solitamente le cadute che comportano il gonfiaggio di D-air® arrecano alla tuta danni tali per cui non può essere riutilizzata. In casi particolari, però, soprattutto se il fondo della pista è bagnato, la pelle della tuta resiste all’abrasione e rimane in perfette condizioni.  

    Dopo queste semplici ma vitali operazioni i piloti possono recuperare il loro equipaggiamento: la tuta, ma anche stivali, guanti e protezioni nuove, in caso di necessità. Nel 2018, con l’aumento del numero di piloti da seguire dovuto all’obbligatorietà del sistema airbag in tutte le classila struttura è raddoppiata e ora i camion in movimento sono due, attrezzati con lo stesso equipaggiamento. 

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    L'assistenza ai caschi AGV 

    Non tragga in inganno il nome D-mobile, perché all’interno della struttura avviene anche l’assistenza ai caschi dei piloti AGV. Un tecnico specializzato si occupa di tutte le operazioni necessarie a mantenere i caschi in perfetta efficienza. Da quando la calotta esce dal laboratorio del designer alla pista, ogni passo dell’assemblaggio è eseguito con cura, per offrire ai piloti il massimo. Come la tuta, tra una sessione e l’altra i caschi richiedono l’asciugatura e l’igienizzazione degli interni. 

     

     

    I caschi, più delle tute, necessitano di un cambio di set up al variare delle condizioni meteorologiche. Durante le sessioni bagnate la visiera scura viene spesso sostituita con una chiara o una intermedia fumè. La visiera da bagnato è inoltre costituita da un doppio strato di materiale, per creare una camera intermedia che scongiura l’appannamento attenuando il differenziale di temperatura tra l’interno e l’esterno del cascoLe prese d’aria sul fronte della calotta vengono parzialmente coperte per evitare l’ingresso dell’acqua, eventualità che potrebbe favorire la creazione di condensa. 

    casco quadrata caschi quadro


    Un laboratorio in viaggio per la sicurezza

    I D-mobile Dainese sono a tutti gli effetti dei laboratori che viaggiano, da un capo all’altro dell’Europa. Ogni anno vedono almeno dodici circuiti diversi, quante sono le tappe continentali del campionato del mondo, percorrendo una media di circa 30.000 chilometri. I giorni lontani da casa, per i camion e lequipe Dainese, sono più di centoventi. Questo senza contare le sessioni di test e le trasferte extra europee, che ammontano all’incirca ad altri cinquanta giorni. 

     

    Dagli anni 70 ne è stata fatta di strada. Allora un paio di tute dovevano bastare, e soprattutto durare per quasi tutta la stagione, a costo di riparazioni artigianali non sempre affidabili. Oggi siamo in un’era in cui i piloti sono atleti, ed ogni dettaglio deve essere curato in maniera maniacaleDall’assetto della moto, a quello del pilota stesso e del suo equipaggiamento. 
     
    Per questo il D-Mobile, in qualsiasi condizione, non smette mai di correre al fianco dei piloti. 

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